28/05 – 28/08/2011

“Un modo di considerare la definizione del presente è valutare come costruiamo il rapporto con il passato, ciò che è abbastanza importante da essere incluso o escluso”.

Cosi l’artista americano Matthew Buckingham si esprime a proposito del lavoro “Image of Absalon to be projected until it vanishes” (“immagine di Absalon proiettata fino al suo svanire”), a cui si ispira il titolo della collettiva curata da Minhea Mircan. Nell’opera di Buckingham una diapositiva della statua equestre del mitico fondatore di Copenhagen si dissolve progressivamente sotto il calore di un proiettore: la dissolvenza sfida il tentativo del monumento di fissare un significato opponendosi al flusso del tempo. 
La relazione col passato come passaggio di definizione del presente e del futuro; lo studio dell’inclusione e dell’esclusione; le nozioni di transitorietà, invisibilità e obsolescenza sono alcuni dei cardini attorno a cui ruotava la mostra. Gli artisti provenivano per la maggior parte dalla Romania: le opere in mostra non contenevano, però, un riferimento esplicito alla storia recente del paese, né registravano direttamente la confusione che accompagna il passaggio alla democrazia. I lavori raccolti avevano una portata più ampia e sottile, oltrepassavano i confini dell’iscrizione geografica.

Artisti in mostra Robert Bosisio (1963, Trodena – Bolzano, I); Pavel Büchler (1952, Praga, CZ); Mircea Cantor (1977, Oradea, RO); Hilario Isola (1976, Torino, I) e Matteo Norzi (1976, Turin, I); Kilobase Bucharest (Ioana Nemeș, 1979, Bucarest, RO – 2011, New York, USA e Dragoș Olea, 1979, Bucarest, RO); Alexej Meschtschanow (1973, Kiew, UA); Ciprian Mureșan (1977, Cluj, RO); Vlad Nancă (1979, Bucarest, RO); Navid Nuur (1976, Teheran, IR); Miklos Onucsan (1952, Gherla, RO); Serge Spitzer (1951, Bukarest, RO); Goran Trbuljak (1948, Varaždin, HR); Gabriela Vanga (1977, RO); Mona Vătămanu (1968, Constanta, RO) e Florin Tudor (1974, Ginevra, CH).

A cura di Minhea Mircan