Martin Kippenberger
Maria Lassnig
BODY CHECK

Martin Kippenberger
Maria Lassnig
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Opere di Martin Kippenberger dal titolo Untitled (from the series The Raft of Medusa).

Martin Kippenberger
Maria Lassnig  
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03/02 – 06/05/2018


La mostra getta uno sguardo nuovo sull’opera di Maria Lassnig (1919, Kappel am Krappfeld, AT – 2014, Vienna) e Martin Kippenberger (1953, Dortmund, D – 1997, Vienna, AT) mettendo in evidenza connessioni fino ad ora inesplorate tra queste due grandi personalità.

I due artisti non si conoscevano di persona e appartenevano a due generazioni diverse, eppure entrambi, in un momento in cui nell’arte prevaleva l’astrazione, hanno messo costantemente e definitivamente il corpo al centro della loro opera. Il proprio corpo come espressione di un’esperienza di sé e del mondo sofferta; il corpo frammentato e decostruito, metafora di conflitti sociali e psicologici; l’elemento teatrale e performativo, che porta a scivolare in ruoli altrui in modo tragico e ironico. Queste connessioni emergono in mostra dal confronto tra oltre sessanta opere di due decenni -dagli anni novanta ai duemila- tra dipinti, disegni, video e installazioni. Diversi lavori sono stati esposti raramente, mentre altri sono presentati in Italia per la prima volta.

Oltre ai punti di tangenza, il percorso mette in luce i due diversi approcci al tema: più ossessivo, introverso e in chiave femminista quello di Maria Lassnig, più grottesco e umoristico quello di Kippenberger. Infine, l’esposizione rende evidenti anche i riferimenti storico artistici, culturali e psicoanalitici e quindi il contesto in cui nasce e si sviluppa questa particolare attenzione al corpo e alla sua rappresentazione.

A cura di Veit Loers

 

Il progetto di allestimento è a cura di Marco Palmieri.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo (deu/ita/eng) con testi di Kirsty Bell, Anna Fricke, Veit Loers Peter Pakesch. Editore snoeck.

 

Foto: Martin Kippenberger, Untitled (from the series The Raft of Medusa), 1996. © Estate of Martin Kippenberger, Galerie Gisela Capitain, Cologne