Here To Stay. Nuove opere per la Collezione

"Here to Stay", exhibition view, Museion 2021. Foto Luca Meneghel. In primo piano: Jimmie Durham, 1940, Washington (AR, USA) Ghost in the Machine, 2005. Collezione privata

Durata dell’esposizione: 26.03.2021- 08.08.2021

 

a cura di Bart van der Heide, in collaborazione con Elena Bini e Andreas Hapkemeyer

 

Il programma espositivo di Museion per il 2021 si apre con una grande mostra costituita esclusivamente da nuove donazioni, importanti prestiti a lungo termine e promesse di prestiti da parte di collezionisti privati. Attraverso una selezione di oltre ottanta opere, “Here to Stay” testimonia gli sforzi in corso per l’ampliamento e la ricerca sulla collezione di Museion per il futuro, nonché per cementare la partnership pubblico e privato.
La mostra presenta, da un lato, installazioni, sculture e opere d’arte mediale prodotte da una generazione internazionale di artisti e artiste tra il 2000 e il 2010. Dall’altro lato, l’esposizione include delle presentazioni-focus speciali su una selezione di artiste e artisti concettuali italiani della seconda metà del secolo scorso. Questi focus sono stati resi possibili dalla donazione dell’Archivio di Nuova Scrittura da parte di Paolo Della Grazia e da ulteriori donazioni dell’artista Berty Skuber.

Come trait d’union tra queste generazioni di artisti, la mostra evidenzia un interesse sistematico per le condizioni di produzione e autenticità dell’arte. Per gli artisti e le artiste dei primi anni 2000, l’esperienza dell’arte non è mai stata una questione neutrale, ma è stata influenzata dal consenso sociale e dalle istituzioni pubbliche. Ampliando la concezione di arte a un contesto più largo, alcune artiste e artisti sono stati in grado di trasformare formati pubblici, normalmente considerati poco rilevanti -come il display, la mediazione artistica e perfino la distribuzione- in ricerche artistiche, rendendoli personali e critici nei confronti della società.
Questo cambiamento avvenne su scala globale, ma può essere ricondotto a specifiche posizioni di artiste concettuali intorno agli anni ’70, come Berty Skuber, Franco Vaccari e il gruppo di artisti della Poesia Visiva. In questo senso, “Here to Stay” sottolinea il loro ruolo storico nell’aver aperto la strada ad una nuova concezione dell’oggetto artistico, in cui l’autenticità non è mai posseduta, un oggetto d’arte non è mai finito e l’esperienza dell’arte non è mai limitata all’architettura di un edificio museale.

“Come molte altre istituzioni in ambito culturale, Museion non può ignorare le limitazioni imposte dalla pandemia in corso, ma allo stesso tempo mira a mantenere la sua core mission. Oltre alle mostre, i musei lavorano anche su prospettive di più lungo termine e rafforzando la collezione di Museion possiamo lavorare affinchè questa istituzione sia here to stay, qui per restare”- così Bart van der Heide, direttore di Museion.

La mostra intende attivare e stimolare nuove donazioni. In questo senso, alla fine del percorso espositivo, è stato riservato uno spazio per donazioni e prestiti che entreranno a far parte della collezione di Museion nel corso della mostra. L’iniziativa prende avvio con una presentazione delle opere date in comodato dai Museion Private Founders di Keren Cytter, Verena Dengler, Diego Perrone.

 

Artisti e artiste in mostra
Generazione di artisti e artiste tra il 2000 e il 2010: Paweł Althamer, Ibon Aranberri, Jimmie Durham, Ryan Gander, Pierre Huyghe, Goshka Macuga, David Maljkovic, Daria Martin, Roman Ondak, Phinthong Pratchaya, Seth Price, Walid Raad, Sven Sachsalber, Anri Sala, Sean Snyder, Paul Thek, Wolfgang Tillmans

Artisti e artiste dell’Archivio di Nuova Scrittura
Alain Arias-Misson, Nanni Balestrini, Paul De Vree, Ketty La Rocca, Mario Diacono, Gruppo ’70 (A. Bueno, L. Marcucci, E. Miccini, L. Pignotti), Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Sarenco, Lamberto Pignotti, Berty Skuber, Franco Vaccari

design dell’allestimento: Campomarzio

 

Con il sostegno di Gruppo Santini Spa.