Per questa edizione del Bulletin prendiamo spunto dall’opera e dalla vita di Nicola L., artista franco-marocchina a cui Museion dedica la mostra personale intitolata “I Am The Last Woman Object”. Artista nomade e radicale, Nicola L. ha usato il corpo femminile come linguaggio politico, creando opere che mettono in discussione l’immagine della donna come oggetto e aprono a un’idea di identità collettiva e fluida. Le sue performance non sono solo esperimenti estetici: sono strumenti che trasformano il modo in cui viviamo il rapporto tra individuo e comunità, tra intimità e spazio pubblico.
Partendo da questa prospettiva, abbiamo selezionato tre testi di autrici che, pur affrontando le tematiche da angolazioni e linguaggi differenti – sociologico, teorico, militante – convergono nell’affermare che la libertà femminile è un processo collettivo, che si costruisce trasformando luoghi, relazioni e pratiche quotidiane.
Leslie Kern, La città femminista. La lotta per lo spazio in un mondo disegnato da uomini, Treccani, 2021
Nel suo libro, Leslie Kern analizza la città come luogo di potere e disuguaglianza: uno spazio storicamente progettato da e per gli uomini, in cui le esigenze delle donne e delle categorie più vulnerabili vengono sistematicamente trascurate. Sicurezza, mobilità, cura e accessibilità rivelano la natura non neutrale dell’ambiente urbano. A tale proposito, l’autrice scrive:
“Le mie esperienze urbane sono determinate dalla mia identità di genere. Il mio essere donna influenza il modo in cui mi muovo per la città, il modo in cui vivo la mia vita giorno dopo giorno e le scelte a mia disposizione. Ma il genere è ben più di una dimensione fisica, e tuttavia il mio corpo è il luogo delle esperienze vissute, è dove la mia identità, la mia storia e gli spazi abitati si incontrano e interagiscono e si imprimono nella mia carne. Questo è lo spazio da cui scrivo. È lo spazio in cui devo chiedermi: ‘Perché non posso salire sul tram col passeggino?’, ‘Perché sono costretta a percorrere mezzo miglio in più per tornare a casa visto che prendere la scorciatoia è troppo pericoloso?’ […] Queste non sono solo domande personali, ma vanno dritte al cuore della questione: perché e come le città tengono le donne ‘al loro posto’.” (p. 21)
Saggista e attivista Leslie Kern è nata a Glendale, California nel 1953. Direttrice del programma di Studi su donne e genere presso la Mount Allison University di Sackville (Canada) fino al 2024, ha condotto ricerche sulle relazioni conflittuali tra classi sociali, etnie e sessi nel contesto urbano, indagando temi quali la gentrificazione e la marginalizzazione dei soggetti più fragili. Successivamente ha scelto di dedicarsi alla scrittura, alle conferenze, alla consulenza e al coaching.
Angela Davis, Autobiografia di una rivoluzionaria, Minimum Fax, 2022
Angela Davis racconta la propria vita come un percorso di lotta contro razzismo, patriarcato e sistema carcerario. Il suo racconto, intenso e politico, mostra come il corpo femminile nero sia stato storicamente sorvegliato, punito e marginalizzato. La sua esperienza ci ricorda che la liberazione femminile non può essere separata dalle altre forme di resistenza, ma deve intrecciarsi con la lotta per i diritti civili e la giustizia sociale.
Angela Yvonne Davis, nata nel 1944 a Birmingham, Alabama, è un’attivista politica, accademica e autrice, nota per il suo impegno nei movimenti per i diritti civili, la giustizia sociale e la liberazione delle donne. Negli anni ’70 è diventata una figura simbolo della lotta contro il razzismo e il sistema carcerario negli Stati Uniti, temi su cui ha scritto opere fondamentali. Ha insegnato in diverse università, tra cui la University of California, Santa Cruz, dove è stata docente di Storia della coscienza e Studi femministi. Per molti anni Davis è stata una delle tante personalità con cui Nicola L. è entrata in contatto nei suoi anni di vita newyorkese.
bell hooks, Comunione. La ricerca femminile dell’amore, Il Saggiatore, 2023
bell hooks, intrecciando la sua vita personale con la riflessione teorica, ci offre in questo libro numerosi spunti e una prospettiva originale sulla natura dell’amore, inteso non solo come sentimento romantico ma come pratica etica e politica. Esorta le donne di ogni età ad ascoltarsi, ad accettare il proprio corpo e a ricercare dentro di sé quell’amore libero e consapevole per sé stesse, che il femminismo, nelle sue lotte per l’uguaglianza di genere, ha spesso trascurato.
Grazie a uno stile chiaro e accessibile, che alterna esempi da saggi accademici a un ampio repertorio di citazioni da serie “cult” e bestseller popolari, bell hooks mostra in maniera critica e analitica come in tutta la cultura mainstream il grande assente sia sempre l’amore: inteso come accettazione di sé e del proprio corpo, libero da costrizioni storiche e sociali, condizionamenti esterni e convenzioni patriarcali.
Il punto di vista dell’autrice è comunque carico di speranza – il cambiamento è possibile grazie a uno scambio intergenerazionale, alla sorellanza, a relazioni di amicizia solidali e di supporto reciproco.
bell hooks, pseudonimo di Gloria Jean Watkins, nata nel 1952 a Hopkinsville (Kentucky), è stata una stimata accademica, saggista e attivista, riconosciuta come una delle voci più influenti del femminismo nero radicale. Si laurea alla Stanford University e successivamente insegna in diverse università, tra cui Yale e il City College di New York. Nel 1999 riceve la laurea honoris causa in Lettere dall’Università di Ferrara. È morta il 15 dicembre 2021, all’età di 69 anni, nella sua casa a Berea, Kentucky.
Questi titoli sono consigliati in relazione alla retrospettiva Nicola L. – I Am The Last Woman Object in mostra a Museion e dedicata all’opera della celebre artista francese Nicola L. (Marocco, 1932 - Stati Uniti, 2018). L’esposizione rappresenta un’occasione unica per esplorare la pratica multidisciplinare dell’artista, che si manifesta in una sorprendente varietà di linguaggi: dalla scultura al collage, dalla pittura al disegno, fino alla performance e al film. Nicola L. – I Am The Last Woman Object è la prima mostra museale dell’artista in Italia e la più ampia mai realizzata fino ad oggi.
Visibile fino al 01.03.2026